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There are many stereotypes about Balkans and Eastern Europe. These places are often represented as lands where life was stopped in time, with economic backwardness and ancestral stories of violence, religious wars and ethnic bigotry. Nothing could be more false, or maybe true. It all depends on where you decide to focus the lens of a camera.


These photos seem to illustrate this very stereotyped outlook. Actually, they show some frames of Balkan everyday life using a means of transport strictly linked to the community: the train. A train journey in Eastern Europe follows different rails if compared with Schengen countries. Modern trains came along also in Eastern Europe, but the real difference here is the infrastructure.


Here, humans manage the railway, not computers. Lots of people work in and around the railways, many villages were born thanks to the railway and, in all the stations, even the most remote, passengers constantly get on and off.


On these rails, the relation between travel times and distances becomes real, sometimes disproportionate, and travellers feels each kilometre travelled. Out of the windows, mysterious stations run with their weird names: Chop, Pàpa, General Todorov, Slavonski Brod… rails go everywhere, climbing the slopes of Rhodope mountains in Southern Bulgaria, running next to the mosques on Bosnian Dinarides, and drawing infinite backstretches on the plans of Vojvodina and Ukraine.


Second hand rolling stock bought at a low price in the Western countries or even traded with raw materials: that’s the roughing backbone of Eastern railways, In the Balkans, each station has many strange stories to tell, which always run on the slowest, creaky and shaky trains.


ITA

"Pozor Vlak", letteralmente "attenti al treno". Un viaggio per immagini sui binari dell'Europa Centro-orientale.

Nell’era dei voli low cost e dell’alta velocità, le distanze si riducono e i tempi di percorrenza si restringono sempre di più. Ci sono, però, luoghi molto vicini a casa nostra, in cui questo postulato non ha valore: sono i paesi della Penisola balcanica e dell’Europa orientale.


È così che sui treni dell’Est ci si può godere un viaggio vero, non un semplice spostamento. Su questi binari i rapporti tra tempi di percorrenza e distanze si fanno reali, a volte spropositati, i chilometri macinati si sentono uno ad uno sulla propria pelle. Dal finestrino scorrono le stazioni dai nomi misteriosi e altisonanti: Chop, Pàpa, General Todorov, Slavonski Brod; i binari arrivano veramente ovunque, sfidano le pendenze dei Monti Rodopi, nella Bulgaria meridionale, a suon di ponti e curve elicoidali, si inerpicano tra i Carpazi nella Transilvania più profonda, corrono a fianco dei minareti sulle Alpi Dinariche bosniache o disegnano rettilinei infiniti nelle immense pianure della Vojvodina e dell'Ucraina. Chi l'ha detto che esiste solo la Transiberiana?


Treni di seconda e terza mano, scartati dall’Europa che conta, comprati a prezzi stracciati da Romania e Bulgaria, acquisiti come pegno di guerra dopo la Seconda Guerra Mondiale nei paesi dell’ex Jugoslavia, barattati con materie prime e montagne di minerali in Albania; ma anche convogli nuovi e moderni per pendolari, studiati per una “alta velocità” che pian piano si fa strada ma che ad oggi rimane poco più che un’utopia. Ognuno di questi luoghi ha storie da vendere sulle proprie rotaie, storie che ancora oggi si possono assaporare soprattutto sui convogli più lenti e cigolanti, rumorosi e puzzolenti, più scalcagnati e traballanti.

Bumbăta, Moldova

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Rozdil'na, Odessa oblast, Ucraina

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The station of Liibrazhd, Albania

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Cărpiniș, Romania

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Running direction Thessaloniki. Skydra, Greece

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Revaca, Moldova

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The little barber shop inside the station of Oświęcim, Silesia, Poland

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Sarajevo, Bosnia Hercegovina

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Banja, Bulgaria

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The station of Lozani, Macedonia

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Line Lovrin-Timișoara, Satu Nou, Western Romania

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Podbordo, Slovenia

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Bălți, Moldova

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Naousa, Greece

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Lovrin, Western Romania

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Night train 341 Chișinău - Moskow, Chișinău, Moldova

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On the train to Basarabeasca. Chișinău, Moldova

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Fălești, Moldova

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Rrogozhine, Albania

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Bytom, Silesia, Poland

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The station of Satu Nou, Romania

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Train timetable, Radna, Romania

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Sławków, Silesia, Poland

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Waiting room, Făleşti, Moldova

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Revaca, Moldova

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Pápa, Hungary

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