Shkozë, Albania

info
×

ITA: 


PERIFEROM è un progetto fotografico che gioca con i luoghi comuni sui rom.


Si parte da quella narrazione consolidata che riduce i rom a categorie fisse. Stereotipi positivi o negativi, romanticizzati o discriminatori: i rom sono liberi, spensierati, anticapitalisti, talentuosi nella musica, ma anche sporchi, ladri, vagabondi, fannulloni.


Si compie però poi un passo in più: i rom si raccontano, dicono la loro sugli stereotipi, incalzano l’osservatore. Quando è la loro voce a prendersi la scena, illuminando qualche angolo del loro quotidiano, ecco che il quadro si fa immediatamente più complesso, si articola e rivela nuovi colori.


PERIFEROM non intende demolire le narrazioni dominanti, non punta a ribaltare la prospettiva, ma mira ad aggiungere delle sfumature a questo quadro, a suscitare il dubbio.

Lo zoom si concentra su cinque luoghi rom per antonomasia, ognuno con le proprie caratteristiche ma con un’unica potente comunanza: appartengono tutti alla periferia. Si tratta di villaggi, città e comunità stanziali dei Balcani e dell’Europa centro-orientale, terre che comunemente sono considerate i luoghi d’origine dei rom che affollano le nostre strade, i mercati, le case popolari.

Cinque luoghi scelti perché esibiscono, nella loro semplice complessità, le crepe di quell’immaginario fosco che di norma evoca la parola “rom”:

  1. Šuto Orizari, Macedonia del Nord. È l'unica municipalità in Europa ad aver adottato il romaní come lingua ufficiale;
  2. Soroca, Moldova. È soprannominata “Capitale europea dei Rom” e spicca per le sue dimore stravaganti;
  3. Shkozë, Albania. È un quartiere di Tirana dove il comune ha trasferito un’intera comunità rom che prima risiedeva sulle sponde di un fiume;
  4. Stolipinovo, Bulgaria. È un distretto di Plovdiv noto come “Il più grande ghetto rom dei Balcani”;
  5. Alsószentmárton, Ungheria. È l’insediamento con la più alta percentuale di rom in Ungheria.

Stolipinovo, Bulgaria

info
×

Alsószentmárton, Hungary

info
×

Andrej è sordomuto, come sua sorella e sua mamma. Vivono sulla Collina degli Zingari, a Soroca. In casa comunicano grazie a un linguaggio di gesti e mimica che soltanto loro tre e il fratello Adrian sanno interpretare. Andrej è stato campione di lotta greco-romana a un torneo paralimpico svolto tra i Paesi dell’Ex URSS. Il suo trofeo è esposto su un piccolo tavolino in camera da letto.

info
×

Stolipinovo, Bulgaria

info
×

Miskolc, Hungary

info
×

Alina accoglie gli ospiti preparando la sua specialità, il “caffè rom”. Vive con la sua famiglia ad Alsószentmárton. Qualche mese fa gli assistenti sociali hanno portato via i figli alla famiglia che abita di fronte a casa sua, probabilmente perché aveva dei comportamenti violenti. Alina dice che, se fosse vero, hanno fatto bene. Suo figlio Miklós ha 14 anni. Da grande vuole fare il poliziotto.

info
×
Soroca, Moldova
info
×

Alsószentmárton, Hungary  

info
×

Manjola è originaria di un villaggio rom vicino a Fier, Albania sud-occidentale. Dal 2015 è la direttrice esecutiva del Roma Women Rights Center, una Ong di Tirana che si occupa dei diritti delle donne rom. Costretta lei stessa a sposarsi in giovane età, Manjola contrasta con il suo lavoro la tradizione del matrimonio precoce, sensibilizzando le ragazze rom sull’importanza del continuare a studiare durante l’adolescenza.

info
×

Soroca, Moldova

info
×

Durante l’estate, per le vie di Stolipinovo, il “ghetto rom più grande dei Balcani”, capita spesso di imbattersi in variopinte feste di matrimonio. I locali approfittano del ritorno dei parenti dall’estero per organizzarne almeno uno al giorno. Gli sfarzosi abiti indossati dalle spose sono confezionati a mano. Alcuni arrivano a costare oltre 3000 euro.

info
×

Stolipinovo, Bulgaria

info
×

Soroca, Moldova

info
×

Robert incarna il diritto tra i rom di Soroca. Sono molte le persone che si rivolgono a lui in caso di contese, litigi o richieste d’aiuto, come fosse un arbitro imparziale. Il suo prozio Mircea era il “barone di tutti i rom dell’Unione Sovietica e della Bulgaria”. Il soprannome di Soroca - “la capitale europea dei rom” - deriva da quell’epoca. Secondo Robert, è giusto che le comunità si organizzino secondo principi gerarchici. Lo insegna anche la Bibbia, afferma.

info
×

Shkozë, Albania

info
×

Miskolc, Hungary

info
×

Alvin è il preside della scuola di Šuto Orizari. Di formazione germanista e appassionato di musica metal, nel 2017 ha lanciato il progetto Roma Rock School. Alcuni suoi studenti hanno messo in piedi una band per suonare i grandi classici del rock americano riadattati con le sonorità della musica tradizionale rom. Per musicisti e fan i concerti sono un’occasione per fare un giro fuori dal quartiere e avventurarsi nel centro di Skopje.

info
×

Alsószentmárton, Hungary

info
×

Stolipinovo, Bulgaria

info
×

Ivan lavora il ferro, come tanti a Stolipinovo. Sebbene quasi l’80% dei circa 100.000 residenti si dichiari di nazionalità turca, gli abitanti delle altre aree di Plovdiv considerano questo distretto come il quartiere rom. E quindi evitano di passarci. Tutti sanno però che i fabbri migliori della città sono quelli di Stolipinovo.

info
×

Stolipinovo, Bulgaria

info
×
  1. Elvis è stato sindaco di Šuto Orizari fino al 2018. I manifesti elettorali sono sia in macedone che in romanì. In tutta Europa, solo in questo quartiere periferico di Skopje l’idioma del popolo rom ha lo status di lingua ufficiale. Ed essendo rom la maggioranza dei residenti, è sempre rom anche il sindaco.

info
×

Un calendario religioso in un’abitazione di Alsószentmárton. Solitamente le comunità rom tendono ad assimilarsi al culto maggioritario presso il resto delle popolazioni nelle regioni in cui abitano. Ad Alsószentmárton però sorge un istituto scolastico parificato di ispirazione buddista. È l’unico luogo pubblico oltre al pub.

info
×
Using Format